LA LINEA SOTTILE

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Quote Questa domenica superiamo il raccordo lasciandoci Roma alle spalle. Saremo ospiti a Pomezia e come recita il nome di questa gara, percorreremo le orme di Enea (anche se non sono proprio sicura che l'eroe greco fosse passato proprio per Piazza Indipendenza sotto l'arco di partenza).

Il percorso è una sorpresa per coloro che non lo conoscono. Ingiustamente sottovalutato rispetto ad altre competizioni classificate come dure, quella di domenica non è sicuramente un gara facile: i primi chilometri sono una lingua d'asfalto che scendono verso il basso come una lama conficcata nel terreno; lasciamo le ultime case e la prospettiva intorno a noi si apre su campi fioriti di un Maggio piovoso. Un breve preludio e quasi subito il grigio sotto i nostri piedi si trasforma nel color mattone scuro di terra bagnata: è qui che inizia, guardo in basso e vedo segnata la via, è una linea di gesso bianco che mi indica il percorso, mi suggerisce traiettorie che a volte sfuggono al mio correre senza una regola. Sarò in grado di seguirla? Bianca e farinosa mi guida all'interno della sughereta. Ed è strana vederla lì, perché solitamente la direzione che disegnano i nostri passi, che sia gara o corsa senza meta, è una linea immaginaria. Un concetto astratto al quale senza saperlo ci attacchiamo: un confine, una misura su cui balliamo tutti i nostri equilibrismi di podisti sfiniti. Un cammino segnato, come un percorso alpino, per ricordarci il senso da prendere. Il terreno è pesante e la via ricca di curve; il percorso è duro e generoso di strappi. Si fatica ed ad ogni respiro affannato, ci chiediamo se siamo qui proprio in virtù o nonostante questo. Fin tanto che dietro il nostro impegno scorgeremo un senso che seguirà solo la nostra passione sfuggendo alla scadenze e alle aspettative altrui, saremo noi a disegnare la strada e saremo in grado sempre di seguirla fino in fondo.

Dov'è il sentiero quindi? Mi sono forse perduta? Non c'è mai stato. Seguivi soltanto te stesso. La linea scompare alla radice di un piccolo colle che dobbiamo scalare, non c'è neanche negli ultimi km di asfalto e salita che ci riporteranno in piazza. Ma quando finalmente passo l'arco d'arrivo, guardo per terra e la ritrovo lì, bianca fettuccia spartiacque di tutte le mie fatiche. Sottile linea di partenza o traguardo che sia. Quote

 

Annalisa Gabriele

 

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